domenica 10 settembre 2017

Diamond Life

Sfogliare tra i miei vecchi vinili e tirare fuori l'originale Diamond Life di Sade. Era il 1984, ma non è questo il punto anche se potrebbe essere un argomento interessante.
Il punto è che questo album ancora oggi mi da le stesse emozioni e i suoi brani superano la prova del tempo nel sound e al di là delle mode commerciali.
Non c'è un brano in questo primo album di Sade che possa essere considerato inferiore a un altro: sono tutti straordinari.
Originali sin dall'intro di ognuno.

Smooth Operator con il sax che ti entra sinuoso nell'anima a tessere il tappeto sonoro alla voce, straordinaria.

Your Love Is King dove sempre il sax ti porta in una sera di anni fa e diventa simbolo. Le percussioni frenate e il solo del tenore che impazzisce. La canzone di Sade. È quella ti entra dentro e non puoi che cantarla con lei.

Hang On To Your Love, basso e chitarra funk ossessivi, lanciano e supportano la voce di Helen che tesse in temi quasi gospel sussurrati: unica.

Frankie's First Affair, malinconico dall'atmosfera noir con il sax tenore al di sopra di tutto, ambisce e conquista il duetto con la voce di Sade, e poi la abbandona per lasciarci uno dei più bei soli di sax degli anni '80, poche battute che ancora mi fanno venire i brividi Stuart Matthewman.

When Am I Going To Make A Living, si apre al sole con la ritmica coinvolgente delle congas, la voce che si libra alternando ritmica a melodia lasciando agli altri strumenti il compito di colorare la scena corale.

Cherry Pie.  Intro di basso bello da parlarci per notti intere con Alessandro Mura. Il basso che domina sulla voce di Helen, il basso che non fai a meno di seguirlo, immaginando la mano destra di Paul Denman che vola sulle corde e non vorresti finisse mai.

Sally: Jazz. Cool. Elegante. Fraseggi di sax e tromba in sordina che creano profondità alla voce straordinaria di Sade e poi il solo del tenore ti fa venire i brividi e poi di nuovo la voce fino al duetto con Stuart e poi a quello con il basso di Paul.

I Will Be Your Friend è un pezzo meraviglioso, uno di quelli che il Rob Gordon di High Fidelity inserirebbe nella compilation definitiva. Il tenore è sublime, basso e percussioni creano la struttura, il sax l'emozione e Sade racconta stupendamente la storia modulando la voce sulla sua preghiera e non puoi staccarti da essa.

Why Can't We live Together è l'ultima track. Iniziano le congas, tribali. Poi entrano basso e chitarra ossessivi. Poi aprono hammond e tastiera e inizia a cambiare. Mood avvolgente. Niente voce, fino a quando un grido: Tell me Why! riporta Sade in scena. Ma è il mood strumentale che ti trascina e il basso ti fa impazzire fino a quando la chitarra svisa in duetto con la voce e poi riprende il mood incessante e la voce che lo sottolinea al punto giusto e chiude. Together.

E lo fai ripartire da capo tutto.

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