venerdì 31 luglio 2015

Adoro stare qui

Adoro stare qui.
Questo odore cosi forte che è dentro di me sin dalla fanciullezza.
Il suono del mare che culla
L'azzurro che si spegne nell'ambra in trasparenza,
Le grida gioiose dei bimbi che giocano, che nuotano
e corrono la loro fanciullesca energia,
la loro curiosità.
I ragazzi che in acqua si tengono forte per mano,
come a trattenere quell'amore estivo che durerà questi pochi giorni,
ma rimarrà inciso dentro,
Emozione nostalgica,
malinconia di un ricordo
che non spegne la tenerezza.
Adoro stare qui.
Sentire la sabbia fresca e compatta sotto i piedi,
Gli aquiloni e i gabbiani,
Il sole infuocato del tramonto che trasforma il mare in oro,
Sedermi sul pattìno alla battigia,
Insabbiare le mani
Costruendo un effimero castello,
Tuffarmi tra le onde
e sentirmi rinascere
Ogni volta
Con la stessa intensità,
Seguire con lo sguardo un aereo, un motoscafo,
Scorgere una nave all'orizzonte e fantasticare.
Adoro riconoscere le sagome di Ponza, Palmarola e Zannone,
Rimanere incantato dal profilo di Circe
E pensare che nessun mare ti parla di casa come questo.
Adoro le dune vive alle mie spalle,
La tenda che fu casa mia,
Il lago,
Le canoe che solcano l'acqua come pattini affilati,
Adoro i ricordi
Di sere e notti con una chitarra in mano e quattro accordi
Il Boss, i Beatles, Bennato, Venditti, Daniele, Dalla e De Gregori, Baglioni e lui, Battisti.
Dormire sulla cima del promontorio
Sotto le stelle,
per guardare l'alba,
Che da lassù colora ineguagliabilmente tutto.
Adoro questo mare e queste donne meravigliose.
Adoro quel bacio
e quegli occhi.
Adoro Te.
Adoro stare qui.
D'estate
Tra memorie di eroi greci
E di fratelli templari
Ville romane imperiali
E architettura razionalista
La foresta cupa e primordiale.
Adoro stare qui
Per la fragranza diversa di un cornetto
Per il sapore della pizza mangiata bevendo latte fresco
Per le impronte della notte sulla sabbia
Per i cavalli sulla spiaggia di primissimo mattino.
Mi piace stare sulla duna presto
A respirare il ritmo lento e preciso Del Tai Chi
Che qui ha un senso diverso.
Adoro stare qui
Al mare
Perché ritrovo una parte di me
Perché so che ritrovo tutto questo
Come un vecchio amico
Che mi aspetta
E mi accompagna a passeggiare
Lungo questa linea incoerente
che non riesce a separare l'acqua dalla terra,
Che cancella le mie impronte,
Ma non il mio passaggio
E quando ripercorro questa trama
Sulla sabbia appena accarezzata dal suo amante
Avverto le mie impronte di prima
Insieme a quelle di migliaia di altri
Ma sono soltanto le tue che vado cercando
Insieme alle mie.

GDV
Sabaudia 19 luglio 2015

martedì 5 maggio 2015

C'è un posto

C'è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato per quanta emozione provi; dove il tempo si ferma e non hai più l'età. Quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare. Alda Merini

lunedì 4 maggio 2015

Artigiani siamo: garzoni, muratori, maestri

"Artigiani siamo: garzoni, muratori, maestri
e siamo qui a costruirti, alta navata.
A volte giunge uno straniero cupo,
scintilla per i nostri cento spiriti,
e ci mostra tremando un nuovo appiglio.
Saliamo ponti vacillanti,
grevi martelli nelle nostre mani
finché l'attimo non ci bacia in fronte:
viene da te come il vento dal mare
fulgendo quasi conoscesse tutto.
Allora echeggiano mille martelli
e colpi penetrano la montagna.
Soltanto quando annotta e il tuo profilo - futuro traspare t'abbandoniamo".

Rainer Maria Rilke

venerdì 1 maggio 2015

Come Potrei

"Come potrei trattenerla in me, la mia anima, che la tua non sfiori; come levarla oltre te, all'infinito? Potessi nasconderla in un angolo sperduto nelle tenebre; un estraneo rifugio silenzioso che non seguiti a vibrare se vibra il tuo profondo. Ma tutto quello che ci tocca, te e me insieme ci tende come un arco che da due corde un suono solo rende Su quale strumento siamo tesi, e quale grande musicista ci tiene nella mano? O dolce canto." Rainer Maria Rilke

sabato 18 aprile 2015

Damnazio Memoriae

I capolavori della Storia dell'Architettura italiana non si toccano. Rappresentano la nostra identità, la nostra storia, bella e brutta, tutto il nostro background. Michelucci, Terragni, Isola e tutti gli altri grandi del Razionalismo Italiano sono stati l'unico vero rivoluzionario movimento architettonico del 900. Nessun antifascista che ha patito sotto il regime del ventennio si è mai sognato di affermare che un'opera, o parte di essa, debba essere cancellata, e parlo di Gente come Nenni, Pertini ed altri. Chi sei tu per ergerti a giudice della storia, a critico di Storia dell'architettura? La damnazio memoriae è il futile tentativo di chi non è sicuro del potere che ha e teme il passato, in quanto il suo presente è talmente ridicolo che finirà nel volgere di una legislatura senza lasciare traccia. Non è cancellando le ore di storia e storia dell'arte dalle scuole e cancellando la storia dell'architettura dalle nostre città che ci farete dimenticare chi siamo: "Queste mani hanno restaurato le cattedrali di Pisa, Lucca, Firenze… Di chi sei figlio tu ?Noi siamo i figli, dei figli, dei figli di Michelangelo e Leonardo; di chi sei figlio tu?” (dal film Good Morning Babilonia)